YouTube tratta gli hashtag soprattutto come un segnale di ricerca e categorizzazione, non come un feed di scoperta che le persone scorrono. Compaiono sopra il titolo del video quando li aggiungi alla descrizione, e rimandano a una pagina di risultati per quel tag, ma il titolo del video, la descrizione e quanto trattiene l’attenzione contano molto di più per decidere se viene davvero consigliato.
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Come YouTube usa davvero i tag
Gli hashtag aggiunti a una descrizione compaiono sopra il titolo del video nella pagina di visualizzazione, e ne vengono mostrati fino a tre. Oltre i primi tre, i tag aggiuntivi restano comunque associati al video ai fini della ricerca ma non vengono mostrati in evidenza. Il campo “tag” separato di YouTube, una funzione diversa dagli hashtag, gioca un ruolo ancora più piccolo nella ricerca rispetto a prima e conta molto meno del titolo, della descrizione e di quanto tempo le persone guardano davvero.
Quanti usarne
YouTube permette fino a 60 hashtag in totale, ma solo i primi tre compaiono sopra il titolo, e avvicinarsi al massimo sembra un tentativo di aggirare la ricerca più che una classificazione reale. Una manciata di tag specifici e precisi vale più di una lunga lista di tag generici. Un generatore di hashtag per YouTube può aiutarti a restringere un set pertinente, e un contatore di hashtag ti evita di esagerare.
Cosa fare invece
Metti il vero impegno nel titolo e nelle prime due righe della descrizione, che pesano molto di più nella ricerca rispetto agli hashtag. Un titolo specifico e preciso batte sempre uno vago con dieci hashtag appiccicati sopra.